L’esame di maturità rappresenta uno dei momenti più importanti nella vita di una studentessa e di uno studente. È il punto di arrivo di un percorso fatto di studio, impegno, sacrifici, relazioni e crescita personale. È il momento in cui si chiude una fase fondamentale della vita e se ne apre un’altra, ricca di aspettative, speranze e nuove responsabilità.
A tutte le ragazze e a tutti i ragazzi che in questi giorni affronteranno gli esami desidero rivolgere il mio più sincero augurio. Dietro ogni prova sostenuta ci sono anni di lavoro, di dedizione e di impegno che meritano rispetto e riconoscimento.
Ma quest’anno il mio pensiero va in modo particolare alle studentesse e agli studenti con disabilità che stanno per affrontare questo importante appuntamento. Per molti di loro, infatti, la maturità non rappresenta soltanto la conclusione di un percorso scolastico: è la testimonianza concreta di una sfida affrontata e superata giorno dopo giorno.
Troppo spesso si tende a considerare il successo scolastico delle persone con disabilità come qualcosa di straordinario o eccezionale. In realtà, ciò che dovrebbe essere straordinario è una scuola capace di garantire davvero a tutti pari opportunità, sostegni adeguati, continuità educativa, accessibilità e piena partecipazione.
Le studentesse e gli studenti con disabilità arrivano a questo traguardo dopo anni in cui hanno dovuto dimostrare, molto più dei loro coetanei, determinazione, resilienza e capacità di adattamento. Hanno dovuto confrontarsi non soltanto con le difficoltà legate alla propria condizione, ma spesso anche con ostacoli che nulla hanno a che vedere con essa: carenze nei servizi di supporto, ritardi nell’assegnazione degli insegnanti di sostegno, discontinuità educativa, barriere organizzative, difficoltà nell’accesso agli strumenti necessari per una piena partecipazione alla vita scolastica.
Nonostante tutto questo, hanno continuato a credere nelle proprie capacità, a costruire il proprio percorso, a coltivare sogni e aspirazioni. Hanno affrontato verifiche, interrogazioni, cambiamenti, momenti di scoraggiamento e difficoltà che, in alcuni casi, hanno richiesto uno sforzo ben maggiore rispetto a quello normalmente richiesto a uno studente.
Per questo motivo il loro arrivo all’esame di maturità assume un significato che va oltre la dimensione individuale. È un risultato che parla di diritti, di inclusione, di pari opportunità. È la dimostrazione che quando vengono garantiti gli strumenti adeguati e quando la scuola svolge fino in fondo il proprio ruolo di comunità educante, ogni persona può esprimere il proprio potenziale e costruire il proprio progetto di vita.
Questo traguardo appartiene anche alle famiglie. Ai genitori che hanno accompagnato i propri figli in ogni fase del percorso scolastico, spesso affrontando difficoltà burocratiche, carenze organizzative e battaglie quotidiane per vedere riconosciuti diritti che dovrebbero essere garantiti senza ostacoli. Famiglie che hanno sostenuto, incoraggiato, difeso e condiviso ogni conquista, trasformando le difficoltà in opportunità di crescita e di affermazione.
Un ringraziamento sincero va anche agli insegnanti, agli educatori, agli assistenti all’autonomia e alla comunicazione e a tutti i professionisti della scuola che hanno creduto nel valore dell’inclusione e che hanno contribuito a costruire percorsi educativi capaci di mettere al centro la persona.
Come presidente della Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie e come consigliere del CNEL, ritengo che la maturità di questi ragazzi e di queste ragazze debba rappresentare anche un’occasione di riflessione per il Paese. Non possiamo limitarci a celebrare i risultati raggiunti; dobbiamo interrogarci su quanto ancora resta da fare affinché nessuno sia costretto a superare ostacoli aggiuntivi per esercitare un diritto fondamentale come quello all’istruzione.
L’obiettivo non deve essere quello di applaudire chi riesce ad arrivare al traguardo nonostante le difficoltà, ma quello di eliminare le difficoltà che non dovrebbero esistere. Una scuola realmente inclusiva non chiede agli studenti con disabilità di essere più forti degli altri per ottenere gli stessi risultati; garantisce loro le condizioni per poter partecipare, apprendere e crescere su un piano di effettiva uguaglianza.
In questi giorni di esami desidero quindi rivolgere un messaggio di fiducia e di orgoglio a tutte le studentesse e a tutti gli studenti con disabilità. Siate consapevoli del valore del percorso che avete compiuto. Il vostro traguardo non è soltanto il risultato di anni di studio, ma la prova concreta della vostra determinazione, della vostra capacità di guardare oltre gli ostacoli e della vostra volontà di costruire il futuro che desiderate.
La maturità che vi apprestate ad affrontare non misura soltanto conoscenze e competenze. Racconta una storia fatta di impegno, di diritti affermati, di inclusione costruita giorno dopo giorno e di dignità. Una storia che merita di essere riconosciuta e valorizzata.
A tutte le maturande e a tutti i maturandi rivolgo i miei migliori auguri. Alle studentesse e agli studenti con disabilità e alle loro famiglie rivolgo un abbraccio ideale e il ringraziamento di una comunità che riconosce il valore del cammino compiuto.
Perché ogni diploma conseguito è un successo personale, ma per molte persone con disabilità rappresenta anche la conquista concreta di un diritto che non può e non deve mai essere dato per scontato.
di Vincenzo Falabella, presidente nazionale della Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie e consigliere del CNEL
