La Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie (FISH ETS) esprime rammarico e forte disappunto per la sottrazione di risorse destinate all’attuazione della riforma della disabilità, per finanziare altri interventi.
L’emendamento al decreto PA, a firma del deputato Lorenzo Malagola, approvato il 22 settembre, dalle Commissioni Ambiente e Bilancio della Camera, stanzia 4,6 milioni di euro per il 2026 per le pensioni anticipate dei giornalisti. Queste risorse vengono reperite riducendo i fondi destinati alla partecipazione dei professionisti sanitari alle Unità di valutazione di base previste dal decreto legislativo 62/2024.
“Questa scelta è inaccettabile. Si interviene sulle risorse destinate al riconoscimento della condizione di disabilità e all’accesso ai relativi diritti e sostegni. Chiediamo al Governo e al Parlamento di correggere questa decisione e trovare altre risorse per finanziare le pensioni anticipate dei giornalisti”, dichiara Vincenzo Falabella, presidente FISH ETS.
La valutazione di base è un passaggio essenziale, anche alla luce del periodo di sperimentazione della riforma nel suo complesso. Le risorse interessate finanziano la partecipazione dei professionisti sanitari in rappresentanza delle associazioni, assicurando un contributo di competenze specifiche. Ridurne il finanziamento rischia di indebolire la partecipazione dei professionisti sanitari e la qualità delle valutazioni, con gravi conseguenze sulle persone che attendono il riconoscimento dei propri diritti.
“Solo pochi giorni fa abbiamo chiesto al Governo e al Parlamento di reperire le risorse necessarie per attuare pienamente la riforma e rendere concreto il diritto al Progetto di Vita. Questo emendamento, nei termini riportati, va esattamente nella direzione opposta. È una contraddizione politica che esige una risposta: quale credibilità possono avere gli impegni sui diritti delle persone con disabilità se, nelle scelte di bilancio, si tagliano proprio gli strumenti necessari a garantirli? Le dichiarazioni di sostegno alla riforma devono trovare riscontro negli stanziamenti”, conclude Falabella.
Il Parlamento ha ancora la possibilità e la responsabilità di modificare questa decisione. I diritti si rendono effettivi solo con decisioni e finanziamenti coerenti.
