La Corte di Giustizia dell’UE continua a plasmare il diritto del lavoro e delle persone co disabilità, garantendo l’inclusione e contrastando le discriminazioni. Nell’ultimo periodo, in particolare, sono state emesse tre sentenze importanti:
1. Comporto e Licenziamento: Giustificabile, ma con un Limite (Causa C-5/24 – Settembre 2025)
La Corte ha stabilito che una norma nazionale (come il periodo di comporto di 180 giorni) che porta al licenziamento per malattia non costituisce, di per sé, una discriminazione indiretta se applicata a un lavoratore con disabilità. Tuttavia, il licenziamento è legittimo solo se non è sproporzionato rispetto all’obiettivo legittimo del datore di lavoro e a condizione che siano stati precedentemente adottati accomodamenti ragionevoli per evitare il recesso. Spetta al giudice nazionale verificarne la congruità.
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2. Tutela del Caregiver: Discriminazione per Associazione (Causa C-38/24 – Settembre 2025)
La CJUE ha riconosciuto che il divieto di discriminazione si estende al genitore o caregiver di una persona disabile (discriminazione per associazione). Il datore di lavoro ha l’obbligo di adottare accomodamenti ragionevoli (es. flessibilità oraria) anche per il caregiver che lavora, a meno che non comportino un onere sproporzionato.
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3. Cure Transfrontaliere: Tutela Aumentata
La giurisprudenza più recente (in linea con la Direttiva 2011/24/UE) rafforza il diritto dei cittadini UE, incluse le persone con disabilità, di ricevere cure mediche in un altro Stato Membro e di ottenere il rimborso dei costi, a patto che le cure richieste rientrino tra quelle coperte nello Stato di affiliazione.
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