Disabilità e media. Rapporto 2012

Il 10 marzo 2015 è stato presentato a Roma il Rapporto 2012 “Disabilità e media. La rappresentazione delle persone con disabilità nel sistema italiano dell’informazione”, curato dalla Fondazione Giacomo Matteotti, con il contributo della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo.

Dopo quelli del 2005, 2008 e 2009, il Rapporto 2012 prosegue il viaggio del team di ricercatori nell’analisi della rappresentazione della disabilità all’interno del sistema italiano dell’informazione. Un viaggio che ha fatto emergere, negli anni, una rappresentazione mediatica della disabilità inadeguata, modesta, inefficace, parziale, omissiva e, soprattutto, eroica o pietistica. La persona con disabilità che trova spazio nei media italiani è, di volta in volta, “un eroe – che suscita sussiegosa ammirazione – ovvero un infelice – meritevole della nostra compassione. Superomismo e pietismo sono i punti estremi tra i quali oscilla, da sempre, il pendolo della disabilità a mezzo stampa”.

In virtù dei risultati raggiunti dai precedenti Rapporti, realizzati fra il 2005 e il 2009, che hanno testimoniato la sostanziale invarianza dell’approccio dei media nazionali al mondo della disabilità, con il Rapporto 2012 è stato adottato un nuovo metodo di indagine, che, pur permettendo il confronto con quanto prodotto in passato, si concentra ora sulla raccolta di storie. Storie di disabilità, per come i media italiani le evidenziano e le raccontano.

La direzione del cambiamento intrapreso dal Rapporto 2012 viene riassunta, dagli estensori, con l’espressione: dal quanto al come. Un tentativo di andare al di là della dimensione quantitativa, per soffermarsi sull’emersione del dato qualitativo delle storie di disabilità.
Nello specifico, sono stati selezionati e analizzati 20 articoli, espressione di altrettante storie, tratti dalle principali e più seguite testate nazionali e dai siti web specializzati e blog di settore. Tutti relativi all’ultimo trimestre del 2012, ossia lo stesso trimestre di riferimento coperto dal monitoraggio per tutti i Rapporti realizzati.

Peraltro, come si legge nel testo, il Rapporto Disabilità e media 2012 nella versione presentata e resa disponibile sul web rappresenta una sorta di “bozza”, aperta ai contributi e alle testimonianze degli operatori specializzati e della stampa. Apporti che andranno a confluire nella redazione definitiva del Rapporto 2012.

Anche in quest’ottica di apertura, ci permettiamo quindi di evidenziare delle criticità e proporre dei suggerimenti.
Il primo riguarda innanzitutto la modalità espressiva, che oltretutto riveste una valenza particolare in un Rapporto incentrato ad analizzare quantitativamente e qualitativamente la rappresentazione della disabilità nel sistema dei media italiani. Ci riferiamo all’adozione da parte degli autori dell’espressione “diversamente abile”. Tale locuzione è in contrasto con il linguaggio adottato dalla specifica Convenzione ONU: essa usa i termini condivisi a livello internazionale di “persone con disabilità”. E fornisce la definizione di disabilità quale risultato dell’interazione tra persone con menomazioni permanenti e barriere ambientali, culturali, comportamentali che ne impediscono una piena partecipazione alla vita sociale in condizione di parità con tutti gli altri cittadini.
Il secondo elemento di criticità, strettamente connesso al primo, riguarda invece la parziale inaccessibilità del Rapporto 2012; scannerizzazioni e tabelle sono rese con modalità grafiche inaccessibili ai non vedenti e agli ipovedenti. La mancata considerazione di tale standard (internazionale e recepito in Italia), ancora più marcata nelle precedenti edizioni, restringe di fatto l’accesso all’informazione da parte delle stesse persone con disabilità.

 

Daniela Bucci

Direttore responsabile di Condicio.it

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