Il Consiglio Nazionale della Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie (FISH), in vista della prossima legge di bilancio, ha ribadito con forza la necessità di chiedere al Governo e al Parlamento, di aumentare le risorse stanziate per garantire il pieno esercizio dei diritti delle persone con disabilità.
Tale richiesta nasce dalla constatazione che, nonostante un significativo aumento della spesa per i servizi sociali in Italia negli ultimi anni, permangono profonde disuguaglianze, in particolare a livello territoriale, che continuano a compromettere l’effettiva tutela dei diritti delle persone con disabilità. A confermare questa criticità è anche uno studio realizzato dalla Banca d’Italia per il CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), promosso dall’Osservatorio nazionale dei servizi sociali territoriali, che evidenzia come le risorse disponibili non siano ancora sufficienti a colmare i divari esistenti e a garantire una piena equità nell’accesso ai servizi.
Tra il 2019 e il 2024, la spesa corrente dei Comuni italiani per i servizi sociali è aumentata del 28%, passando da 7,8 a 10 miliardi di euro. L’incremento per l’assistenza alle persone con disabilità è stato del 44%. Tuttavia, questo aumento non si è tradotto in una garanzia omogenea dei servizi su tutto il territorio nazionale.
I dati evidenziano differenze estreme: in Calabria si investono meno di 400 euro annui pro capite per persona con disabilità, mentre in Trentino-Alto Adige si superano i 6.000 euro. Queste disparità si riscontrano anche a livello provinciale, con variazioni che possono superare gli 8.000 euro pro capite.
Il solo aumento delle risorse non è sufficiente. È necessario un Piano Nazionale per l’Inclusione che definisca e renda esigibili i livelli essenziali delle prestazioni sociali. Questo piano dovrebbe includere investimenti mirati ai territori più svantaggiati, semplificazione normativa e amministrativa, miglioramento delle infrastrutture dei servizi, formazione del personale pubblico e una partecipazione attiva del Terzo Settore.
Sebbene l’approvazione del Decreto Legislativo 62/2024 rappresenti un passo avanti con l’introduzione del “Progetto di Vita personalizzato”, l’efficacia di questa misura dipende dalla sua applicazione uniforme e dal sostegno di investimenti strutturali.
